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#87

Forza della natura

di Carlo Monni e Fabio Furlanetto

 

New York City, casa Williams

 

Gli occhi della donna sono fissi sulla scacchiera. Il respiro è regolare, lento quasi quanto le lancette dell’orologio alla parete che sembra immobile da un’eternità.

-Non ricordo quando è stata l’ultima volta in cui sono riuscita a tenerti fermo nello stesso posto abbastanza a lungo da finire una partita – schernisce Wanda.

-E non lo faremo più se non ti dai una mossa. E’ il tuo turno da un’eternità – si lamenta Pietro, picchiettando nervosamente un dito sul tavolo. Dalla stanza accanto proviene la risata di un bambino. Lorna, sorellastra dei due giocatori mutanti, sta levitando magneticamente il nipote Charles.

-Per quanto mi dispiaccia quello che è successo ai Vendicatori della Costa Ovest[1], è bello avere in visita dei parenti che non vogliono uccidermi.-[2] osserva compiaciuto Simon Williams, compagno di Wanda e padre del bambino.

-Tu lo sapevi che Pietro gioca a scacchi? Non me lo sarei mai immaginata – si sbriga a cambiare argomento Lorna, che non vuole pensare al turbolento rapporto dei tre mutanti con il padre Magneto.

-L’ho visto giocare solo con Wanda e Visione. Penso apprezzasse il fatto che Viz non aspetta mai più di un secondo per fare la propria mossa.

-Una delle poche cose positive che gli abbia mai sentito dire di Visione – aggiunge Wanda dalla stanza accanto, lanciando un’occhiata di sfida fraterna a Pietro.

-A proposito del sintezoide, ho sentito che non è più tra i membri attivi dell’Est.

-Si è preso una pausa per gestire la creazione dell’Accademia dei Vendicatori...ad essere onesta, sto pensando di farlo anch’io. C’è tanto da fare per la prossima generazione di eroi, ed un po’ tutti avremmo bisogno di staccare un po’ la spina.

Quasi a sottolineare le sue parole, la communicard di Wanda emette un suono insistente. Il segnale è già abbastanza chiaro, ma il messaggio trasmesso sul microscopico schermo della carta ha un effetto riconoscibile sulla donna.

-Conosco quella faccia: un’altra missione? – chiede Simon Williams alias Wonder Man.

-Devo andare in Giappone a salvare Iron Man e Wasp. Pietro, Lorna, perché non...

Wanda non fa in tempo a finire la frase, interrotta dal vento sollevato dalla velocità con cui è scomparso Pietro.

-...restate qui con Simon e Charles.

Pietro riappare, con il proprio costume di Quicksilver, posando sul tavolo i costumi di Scarlet e Polaris. Prima che la sorella possa reagire, sposta una delle sue pedine sulla scacchiera.

-Dovevi solo spostare la torre di due caselle, ci voleva così tanto!? – spiega Quicksilver, prima di svanire più velocemente di quanto sia comprensibile ad occhio nudo.

 

Da qualche parte in Giappone

 

Sotto l’elmo di Iron Man Tony Stark spalanca gli occhi per la sorpresa ed al momento è l’unico gesto che è in grado di fare.

<<Graviton… non è possibile. È morto… gli hanno staccato la testa.>>[3]

-Capisco che un frutto della scienza come te possa essere sorpreso, Iron Man…- replica Matsu’o Tsurayaba -… dopotutto il tuo padrone, Tony Stark, è un uomo razionale e pratico, crede solo nella scienza. Noi giapponesi siamo più… flessibili… non disdegniamo la magia quando è utile e il rituale di resurrezione della Mano può essere molto utile anche se è… dispendioso.- ribatte Matsu’o.

<<Avevo sentito che la Mano disponeva dei mezzi per ridar vita ai morti, ma credevo fossero solo leggende.>>

-Potrei suggerirti di interpellare al riguardo una certa Elektra Natchios o il Dottor Octopus, ma dopotutto sarebbe inutile: non tornerai mai a casa.

<<Ti avverto Tsurayaba, tu non sai con che forze stai giocando: Graviton è un pazzoide pericoloso ed assolutamente incontrollabile.>>

-Ed è qui che ti sbagli, Vendicatore, io sono assolutamente in grado di controllarlo: farà esattamente tutto quello che io voglio.

<<E cos’è esattamente che vuoi? Il dominio del mondo forse? Altri pazzi come te ci hanno provato ma hanno fatto tutti una brutta fine.>>

-Il dominio del mondo?- il viso di Matsu’o Tsurayaba si accende di una smorfia sinistra –Nulla di tanto megalomane…  Mi accontento di avere l’opportunità di schiacciare una volta per sempre i miei nemici… in particolar modo quel bastardo di Wolverine che mi ha fatto questo.- con un gesto teatrale si sfila il guanto destro mostrando la sua mano bionica –Ma anche altri proveranno il mio potere. Tokyo si sveglierà con un nuovo padrone grazie a Graviton.

-Ma insomma…- sbotta Wasp –Chi diavolo è questo Graviton?

Iron Man si era quasi scordato che Janet Van Dyne ha perso la memoria degli ultimi anni, un’altra delle grane della loro pazza vita.

<<Graviton era… è uno scienziato che aveva trovato il modo di imbrigliare la forza di gravità. Il suo potere è talmente elevato da renderlo praticamente invincibile. I Vendicatori sono riusciti a batterlo solo grazie ad una combinazione di strategia, fortuna… e il potere di Thor.>>

-Ah. Una specie di Magneto con un costume peggiore quindi – tenta di alleviare la tensione Janet.

-Stavolta non avete a disposizione Thor.- sottolinea soddisfatto Matsu’o –Neanche le forze di tutti i membri dei Vendicatori e degli X-Men messi insieme potrebbe fermarmi.

Sarà anche un pazzoide, ma temo che abbia ragione, riflette Tony Stark, ma dovremo provarci lo stesso… anche se non so come.

 

Quinjet dei Vendicatori, in volo verso il Giappone.

 

La squadra a bordo del potete aviogetto dei Vendicatori è abbastanza eterogenea, visto che comprende anche il dio Greco della Forza ed una delle leggendarie accompagnatrici degli uccisi della mitologia nordica.

-Invero andare in missione col prode Occhio di Falco, la leggiadra Scarlet e l’impetuoso Quicksilver mi ricorda le glorie di tempi lontani in cui per la prima volta mi unii a questo gruppo.- sta dicendo Ercole, enfatico come suo solito –Credimi, mia graziosa Brunhilde, non ti pentirai di esserti unita ad una tale compagnia.

La Valchiria fa una smorfia poco convinta.

-Tutto quello che chiedo è una buona battaglia.- si limita a rispondere.

Polaris la osserva incuriosita. Nonostante abbia visto molte cose da quando i suoi poteri mutanti si sono manifestati riesce ancora a stupirsi. Davvero quella è la Brunhilde di cui ha letto da bambini nei libri di mitologia? Non molto sorprendente dopotutto. In fondo, Thor, dio del Tuono dello stesso pantheon non cammina già tra gli umani da molti anni? Ma chi dice che sono davvero dei? Tra i mutanti che conosce ce ne sono alcuni capaci di fare cose che li rendono simili a dei. Beh, qualunque cosa siano, lei non deve dimostrare nulla a nessuno ormai.

Davanti ai loro occhi comincia a delinearsi la skyline della capitale giapponese.

-Ci siamo, ragazzi…- annuncia Occhio di Falco -… eccoci finalmente in una delle più grandi megalopoli moderne e...

-Attenzione!- urla Capitan America -…che cosa è quello?

Anche a persone avvezze alle più incredibili stranezze come i Vendicatori un palazzo volante fa comunque un certo effetto.

Un proiettile gigantesco in vetrocemento si sta precipitando su di loro.

-Vira, presto!- urla Liz Mace, la nuova Capitan America a Occhio di Falco che sta pilotando.

L’abilità consumata dell’arciere e la straordinaria manovrabilità del Quinjet evitano l’impatto ma…

-Continua a salire.- puntualizza Scarlet –Arriverà oltre l’atmosfera entro breve. C’è della gente dentro. Non possiamo lasciarla morire.

-Io… forse posso usare i miei poteri magnetici per fermarlo.

-No, sorella.- interviene Quicksilver -… è troppo grande. Nemmeno nostro padre potrebbe…-

-Devo provarci…- ribatte Lorna Dane -…non posso lasciar morire tutta quella gente senza almeno tentare.

Lo sforzo è ben visibile sul volto di Polaris. Gocce di sudore le imperlano la fronte e scendono lungo il suo viso i cui muscoli facciali sono contratti in una smorfia di dolore.

-Si ferma.- esclama Cap –No… sta solo rallentando…

Scarlet si avvicina alla sorellastra e posa le sue mani sulle sue spalle. Il suo volto è una maschera di concentrazione ed ecco che accade l’incredibile: contro ogni previsione il grattacielo comincia lentamente ma inesorabilmente a planare verso terra.

-Ce l’hai fatta.- esclama Wanda.

-Ce l’abbiamo fatta.- precisa Lorna –Senza il tuo aiuto avrei fallito.

-Beh… di chiunque sia il merito… il grattacielo è tornato al suo posto – Le informa Cap –Gli occupanti stanno scappando al sicuro.

C’è ben poco tempo per gioire: improvvisamente il Quinjet si abbassa di quota, come se avesse rapidamente decuplicato il proprio peso.

-Ma che...Clint, abbiamo perso un motore? – si preoccupa Scarlet.

-Non lo so, ma sembra di pilotare un mattone. C’è spazio per atterrare? – chiede l’arciere.

-Non senza schiacciare i civili che abbiamo appena salvato – risponde Capitan America, controllando uno degli innumerevoli schermi della cabina di comando.

-Allora dovremo inventarci qualcosa.- replica Clint Barton -Tanto per cominciare, sbarazziamoci della zavorra. Saltate tutti giù mentre io vedo di far atterrare al sicuro quest’uccellino.

-Nei sei sicuro Barton?- chiede Quicksilver?

-Piantala di discutere, so quel che faccio… almeno spero.

Pietro non discute più, afferra sua sorella Lorna per la vita a salta.

-Ebbene, amica Valchiria.- dice Ercole –Un simile salto è una sciocchezza per due come noi, non credi?

-Poco dignitoso, forse, ma inevitabile.

Mentre i due esseri mitologici saltano, Capitan America si siede accanto a Occhio di Falco.

-Io rimango.- dice la ragazza –Potrebbe servirti un copilota.

-Ed è meglio che io resti per essere sicura che non ti ficchi nei guai come tuo solito, Clint.- aggiunge Scarlet.

-Immagino che sia inutile discutere con voi fanciulle. Ok… vediamo se il nuovo motore di Stark vale davvero tutti quei soldi. Tenetevi forte, signore – suggerisce Occhio di Falco, spostando fino in fondo la leva che spinge al massimo le cinque turbine del Quinjet.

La spinta generata dovrebbe essere sufficiente a superare di gran lunga la velocità del suono, ma tutto quello che riescono a fare ora è muovere lentamente il Quinjet tra i palazzi.

-Perdiamo ancora quota; cos’ha che non va questa bagnarola!? – si lamenta Occhio di Falco, armeggiando con i sensori per avere una situazione più chiara.

-Ci penseremo dopo, ora guarda dove vai – dice Capitan America, attirando la sua attenzione verso i grattacieli che si avvicinano sempre di più.

-I controlli non funzionano più. Ci vorrà un miracolo per non schiantarsi contro qualcosa – aggiunge Occhio di Falco cercando di virare.

-Ci penso io – li tranquillizza Scarlet.

Ci sono un milione di fattori che possono influenzare il comportamento di un corpo in volo...densità dell’aria, correnti, distribuzione del peso, uniformità della spinta, caratteristiche della superficie alare.

Tutte cose trascurabili se il tuo co-pilota è una strega: il Quinjet effettua una virata al limite dell’impossibile solo perché ogni singolo fattore che potrebbe determinarne la rotta decide improvvisamente di lavorare assieme agli altri.

Non solo: il Quinjet si allinea sull’unica rotta che porta dalla sua posizione alla costa senza passare attraverso un edificio; i tre Vendicatori si mettono in salvo giusto in tempo gettandosi con i paracadute.

 

Per le strade di Tokyo

 

Forse non vi è mai capitato di essere testimoni della caduta al suolo di due creature mitologiche, ma potete crederci se vi diciamo che l’impatto dei piedi di Ercole e della Valchiria con la pavimentazione stradale ha quasi l’effetto di un piccolo terremoto. Potremmo anche dirvi che nessun essere umano normale potrebbe sopravvivere ad un salto da varie centinaia di metri senza un paracadute, ma sapete già che questi due non sono esseri normali e, a dire il vero, non sono nemmeno umani.[4]

Mentre esce, apparentemente fresco come una rosa, dalla piccola buca che hanno creato, Ercole si rivolge alla sua compagna:

-Invero è stato un bel salto. Un esercizio che dovremo ripetere un giorno o l’altro, non credi?

Prima che la Valchiria possa rispondere, i due Vendicatori si ritrovano circondati da una torma di individui con in mano della lunghe spade ed avvolti in tute rosse che lasciano a malapena scoperti gli occhi.

-Ah, una battaglia…- commenta il dio della Forza con un sorriso -… giusto quello che mi ci voleva per sgranchirmi un po’ le mani.

 

Poco distanti da lì Polaris e Quicksilver si ritrovano in una situazione simile.

-Ninja.- sibila il velocista prima di scattare.

Normalmente la velocità di Pietro Maximoff lo renderebbe pressoché invisibile agli occhi di chiunque, una sorta di macchia bluastra e di sicuro chiunque apparirebbe praticamente fermo in confronto a lui, eppure le katane di due dei ninja della Mano lo sfiorano da vicino, al punto che una di esse gli stacca un lembo di costume.

-Non… è… possibile!

Quicksilver è così sorpreso che si ferma di botto e non si accorge che un altro paio di ninja alle sue spalle sta per sferrargli un colpo fatale con le loro lame.

Improvvisamente i due assassini si ritrovano sollevati in aria.

-Non toccatelo!- urla Polaris –Sarà pure un presuntuoso narcisista, ma è l’unico fratello che ho.-

-Me la sarei cavata lo stesso, ma grazie, sorella.-

Polaris non risponde: gli sforzi degli ultimi minuti stanno avendo la meglio su di lei ma è comunque determinata a non cedere mentre un campo di forza magnetica respinge gli avversari che spuntano sempre più numerosi.

 

I Vendicatori avrebbero agito diversamente se avessero saputo che il palazzo la cui ascesa hanno impedito ospitava la sede di una delle famiglie della Yakuza? Certamente no, sono eroi dopotutto e gli eroi salvano le vite senza badare che siano quelle di onesti cittadini o di criminali.

Sarebbero, però, molto seccati nel vedere che coloro che hanno salvato sono ora aggrediti dai rossi ninja della Mano che Matsu’o Tsurayaba ha inviato per finire il lavoro iniziato da Graviton. Eliminati i capi di questa ed altre famiglie, la sua presa sulla Yakuza sarà più salda e nessuno oserà opporsi al più potente degli oyabun.

Ma i Vendicatori  in effetti non prendono molto bene l’assalto degli sgherri della Mano a coloro che hanno così faticosamente salvato e far arrabbiare i Vendicatori non è salutare nemmeno per ninja leggendari e semi invincibili.

Ercole e la Valchiria si sono fatti largo tra i Ninja che li avevano assaliti e si riuniscono a Quicksilver e Polaris.

-Ce ne avete messo di tempo.- commenta Quicksilver.

-Parla di meno e combatti.- replica la Valchiria mulinando la sua spada magica contro gli avversari.

-I Vendicatori non uccidono, donna.- ribatte Quicksilver mentre abbatte una decina di nemici in meno di un secondo.

-Costoro non seguono la tua regola. E non sono vivi nel modo che tu intendi, non più almeno.

In effetti, i membri della Mano caduti si stanno dissolvendo in polvere mentre l’attacco cessa.

-Questo non me l’aspettavo.- commenta Lorna –Una specie di suicidio rituale in caso di fallimento.

-Il che ci lascia senza indizi su chi sono e da dove vengono.

-Forse no.- replica la Valchiria –Io sono una di coloro che accompagnavano gli uccisi al Valhalla, conosco la morte e quel che viene dopo. In loro sento qualcosa. La magia che li ha dissolti ha lasciato una traccia.

-E tu pensi di essere capace di seguirla?- chiede Pietro con aria scettica.

-Sono una Valchiria – è la laconica risposta.

-Ho già detto che non sopporto gli asgardiani? – si lamenta Quicksilver.

 

Covo segreto della Mano

 

Matsu’o osserva contrariato gli schermi televisivi che mostrano i Vendicatori al soccorso degli inquilini del grattacielo scagliato oltre l’atmosfera; un altro canale sta seguendo l’atterraggio di Occhio di Falco, Capitan America e Scarlet.

Graviton è in piedi al suo fianco e non muove un muscolo.

Sospesa all’interno di un campo anti-gravitazionale, Wasp batte le ali il più velocemente possibile nel tentativo di liberarsi; tutto quello che ottiene, però, è sprecare energie. Si ferma, restando sospesa per aria e sbuffando.

-Ricordami di cancellare la prossima lezione di aerobica. Hai trovato un modo per liberarci? – chiede rivolgendosi ad Iron Man, immobilizzato allo stesso modo.

<<No>> risponde il Vendicatore in armatura.

-Vuoi dire “non ancora”, giusto?

<<Voglio proprio dire “no”. Ho visto Graviton tenere a bada Thor con il proprio potere; non lo si può battere con la forza bruta e in questa armatura non ho niente che possa superare il suo controllo della gravità>>

-Quindi ce ne stiamo qui ad aspettare che gli altri vengano a salvarci?

<<Se riuscissi ad inviare un segnale d’allarme potrei far volare qui una delle armature di emergenza che tengo nella sede locale della Stark-Fujikawa, ma questo edificio sembra perfettamente schermato>>

-Vuoi dire che non sei stato tu a chiamare i Vendicatori? Dev’essere stato Peter allora.

<<Il dottor Corbeau? sì, immagino che...Janet, conosco quello sguardo trasognato: non ti sarai presa una cotta per lui, vero?>>

-Non vedo perché dovrebbe interessarti. Hey, incubo dei parrucchieri! – grida Wasp, fischiando per attirare l’attenzione.

Matsu’o si volta verso di lei, avvicinandosi con sguardo minaccioso. Graviton non lo segue.

-Non mi sono dimenticato di lei, miss Van Dyne, mi creda – risponde Matsu’o, massaggiandosi il polso a cui è stata agganciata la nuova protesi, dopo che Wasp ha distrutto la sua precedente mano artificiale.[5]

-Sì sì, pagherò per la mia insolenza eccetera eccetera. Senti, visto che stai per diventare il re del mondo o una cosa così, pensavo che noi due potessimo fare due chiacchiere in privato.

Wasp riprende le proprie dimensioni originali; continua a fluttuare nello stesso punto, impossibilitata a muoversi, ma può guardare Matsu’o negli occhi adesso. Ed inizia a slacciare il costume, lasciando intravedere la scollatura.

-Non essere ridicola, straniera; pensi che possa cascare in un trucco così vecchio? – la canzona Matsu’o.

-Non ti montare la testa, stavo solo cercando questo – risponde Wasp, recuperando dal reggiseno una capsula alta a malapena un centimetro.

<<Quando vuoi sono pronto, Janet>> dice Iron Man, che ha già capito il piano della sua compagna di squadra.

-Tanti saluti da Henry Pym – conclude Wasp, stringendo il pugno per rompere la capsula.

Matsu’o ha a malapena il tempo di reagire prima che un pugno largo venti centimetri lo colpisca e lo scaraventi dall’altra parte della stanza. Un comando mentale a Graviton ed invece di sbattere violentemente contro la parete Matsu’o torna con i piedi per terra. Ancora frastornato dall’esperienza, vede Wasp assumere dimensioni gigantesche...fino a sfasciare il soffitto con la testa.

-Ahia! Adesso ho capito perché Hank portava l’elmetto!

<<Ottimo lavoro, Janet. Cerca di tenere fermo Graviton mentre chiamo i rinforzi>> - ordina Iron Man, alzandosi in volo oltre la schermatura.

Dozzine di ninja della Mano si stanno già arrampicando sul corpo di Wasp, che non essendo abituata a questa statura ha qualche problema a mantenere l’equilibrio.

-Fai con calma, testa di ferro, che vuoi che sia!

-Graviton. Uccidili – ordina Matsu’o.

Nonostante sia già grande e pesante come una casa, Wasp è scaraventata con la forza di un tifone per le strade di Tokyo.

 

Per le strade di Tokyo

 

Il dottor Peter Corbeau non è esattamente il tipo dello scienziato distratto o del topo da laboratorio, a modo suo è un uomo d’azione abituato ad esporsi in prima persona in ogni sua iniziativa. Non stupisce, quindi, che non sia rimasto al sicuro nel suo hotel ma sia sceso in strada per vedere coi suoi occhi cosa sta succedendo. Qualunque forza sia stata capace di strappare dalle sue fondamenta un palazzo e scagliarlo nello spazio deve aver a che fare con le forze fondamentali dell’Universo: gravità, elettromagnetismo o altro ancora? Di certo non possono essere quei ninja ad avere quel potere ma allora chi o cosa? Gli piacerebbe avere una risposta.

Da quel che riesce a vedere, sembra che i Vendicatori abbiano sotto controllo la situazione, ma è difficile che l’emergenza sia finita se non neutralizzano chi ha creato la minaccia e dubito che l’abbiano già fatto.

 

Non molto distante.

 

La capsula utilizzata da Wasp conteneva particelle Pym concentrate, dello stesso tipo che utilizzava per ritornare a dimensioni normali prima che il suo corpo imparasse a farlo senza aiuti esterni; potrebbero volerci ore prima che il loro effetto svanisca.

Per lei sarebbe tempo sufficiente ad abituarsi alla propria condizione, ma per i cittadini di Tokyo non è decisamente una buona notizia: sollevato dal potere di Graviton, il corpo di Wasp sta per abbattersi su delle case che non resisterebbero al suo peso.

Le possibilità che le particelle Pym decadano un secondo prima che questo accada sono quasi zero, ma un incantesimo di Scarlet rimedia subito a questo problema; una presa magnetica impedisce poi che sia Wasp, dopo essere tornata alle proprie dimensioni originali, a farsi del male.

-Sei ferita? – le chiede Polaris, riportandola a terra.

-Se mi ha rovinato l’acconciatura giuro che l’ammazzo.

-Lo prenderò come un “no”. Dov’è Iron Man?

In risposta alla domanda della mutante, una figura metallica rossa ed oro sfreccia nel cielo, dirigendosi verso le macerie della roccaforte della Mano. Matsu’o si fa strada tra i corpi martoriati dei ninja della Mano che non hanno fatto in tempo a mettersi in salvo, seguito da Graviton che fluttua a pochi centimetri dal suolo.

Iron Man atterra di fronte a loro. L’armatura stealth si stacca rapidamente dal suo corpo, lasciandosi dietro solo parte dell’elmetto che nasconde il volto del suo pilota.

Soltanto un passo, ed una nuova armatura di Iron Man si ricompone automaticamente addosso a Tony Stark.

<<Ho richiamato i Vendicatori, Matsu’o. Hai una possibilità sola di arrenderti>>

-Arrendermi? Quando una delle forze fondamentali della natura lavora per me? – risponde sprezzante il giapponese.

<<Come vuoi. Capitano?>>

Uno scudo bianco, rosso e blu sfreccia nell’aria, diretto alla testa di Matsu’o. Il suo peso aumenta improvvisamente meno di due metri prima di colpire il bersaglio, e precipita inerme a terra.

-Capito che cosa intendo?

<<Ho capito che non hai fantasia. Freccia EM, Clint>>

-Cosa?

Un altro oggetto si avvicina rapidamente al campo gravitazionale. Osservando il comportamento dello scudo, però, Occhio di Falco ha compensato il lancio così da tenere conto di un improvviso aumento di peso del proiettile.

La freccia colpisce in pieno Matsu’o, rilasciando una scarica elettromagnetica sufficiente a spegnere tutti i dispositivi elettronici nel raggio di un isolato...a meno che non siano schermati come una armatura di Iron Man.

-Sapevo che quella freccia un giorno sarebbe tornata utile contro qualcuno che non fossi tu – ironizza Occhio di Falco, che mentre accorre sul luogo non esita a preparare una seconda freccia per Graviton.

<<La smetterai mai di rinfacciarmi il fatto che hai cominciato come mio nemico?>>

-Probabilmente no.

 

Da qualche parte negli Stati Uniti

 

L’uomo è decisamente nervoso e non gli si può dare torto visto che il luogo in cui si trova è un sito di stoccaggio e distruzione di armi non convenzionali, di un tipo molto particolare di arma non convenzionale, per essere esatti.

-Sto rischiando un’accusa di tradimento per questo.- dice l’uomo mentre apre un portello.

-Se intendi tirare sul prezzo niente da fare.- ribatte l’uomo con lui, apparentemente un cinese dai baffi spioventi.

L’altro non risponde ed apre la porta ed insieme all’altro mostra un enorme salone dove sono ammassate decine e decine di enormi robot.

-Le Sentinelle.- spiega l’uomo –Avrebbero dovuto essere distrutte ma si sa cosa accade con la burocrazia. Ci sono altri tre siti come questo.

-E tu hai la mappa ed i codici di attivazione, giusto?-chiede il cinese.

-Giusto… per i rischi che ho corso merito molto di più di quel mi avete promesso.

-Attento a quel che fai… non conviene mai contrattare col Teschio Rosso.

-A… avrete i codici e la mappa degli altri siti… non appena avrò la prova dell’accredito della somma promessami.

-Bene... vedo che ci intendiamo.

 

Per le strade di Tokyo

 

La Valchiria è inginocchiata di fronte al corpo di Graviton, stringendo a sé la fidata spada Dragonfang.

<<Fossi in te non mi avvicinerei troppo, Valchiria. Rilevo ancora energie gravitazionali residue>>

-Tutto questo è sbagliato.

<<Già. Non che io fossi un grandissimo fan di Graviton, ma la profanazione di cadavere è una cosa che non augurerei a nessuno>>

-Hanno fatto molto più di questo. C’è magia nera all’opera, qui.

<<In tutta questa confusione non ho avuto il tempo di darti il benvenuto nel gruppo, Valchiria. Sono certo che sarai un’ottima aggiunta al gruppo e non vedo l’ora di lavorare assieme>>

-Non avverto il gelido tocco della morte – annuncia la Valchiria con tono mortalmente serio.

<<Certo se tu ascoltassi quello che dico forse sarebbe più facile andare d’accordo>>

-Dobbiamo portare in salvo i mortali. Non si può schernire Hela senza essere condannati.

<<Si può sapere di cosa diamine stai parlando?>>

-Quest’uomo non è morto.

In tutta risposta, i cadaveri dei ninja della Mano si scompongono in una densa nebbia nera che risale dalle macerie; allo stesso tempo, gli impianti cibernetici nel corpo di Graviton si illuminano.

<<Magia>> – ipotizza Iron Man, senza nascondere l’astio nella propria voce.

-Scienza – aggiunge la Valchiria con altrettanto disprezzo.

Graviton apre gli occhi. E la prima cosa che vede sono le persone che odia di più al mondo.

-Guai – conclude Occhio di Falco.

Uno scudo, una spada indistruttibile ed i pugni di un dio rimbalzano su uno schermo impenetrabile. Raggi repulsori, frecce esplosive e bio-pungiglioni non hanno effetto migliore.

 

L’area metropolitana di Tokyo è talmente vasta e complessa da rendere difficile distinguerne i confini. Il cerchio di distruzione che colpisce la città ha un’area di duemila chilometri quadrati, il cui esatto centro è la posizione attuale di Graviton.

All’interno del perimetro, tutto ciò che i giapponesi avvertono è una lieve scossa di terremoto.

Tutto quello che tocca i confini di quel cerchio è distrutto: ponti e strade sono ridotti in macerie, e qualsiasi edificio abbastanza sfortunato da trovarsi in quella posizione crolla su se stesso.

Lentamente, inesorabilmente, tutto ciò che si trova all’interno del cerchio si allontana dal resto del pianeta.

La città di Tokyo si ritrova ad essere sospesa in aria, con tredici milioni di abitanti in ostaggio di un uomo che dovrebbe essere morto.

 

 

CONTINUA

 



[1] Su Vendicatori Costa Ovest #25.

[2] Simon si riferisce a suo fratello Eric, ovvero il supercriminale noto come Sinistro Mietitore, ma non si può escludere che alluda a Magneto, padre della sua compagna Wanda.

[3] Su Villains LTD #

[4] Ad essere proprio onesti, Ercole è stato un essere umano un tempo, ma non lo si sarebbe mai potuto definire normale in nessun caso. -_^

[5] Nello scorso numero.